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Un'anima intrappolata in un Secolo, che non Le Appartiene...

sabato 29 agosto 2009

"Corpo Senz'Anima" _29 Agosto 2009_


Vuoto.

Dentro e fuori me.

Freddo.

Nel costato un cuore batteva...
Il mio!

Ora non sento più nulla!

Apatia.
Mi pervade silenziosa.

Un involucro senz'anima aspetta che gli rivenga data la VITA...
Una parvenza di VITA, almeno...

Ma ciò che sento è...
NULLA...

Un involucro che cammina,
respira,
vive...

Ma pur sempre un involucro...

La mia anima è morta...

Sepolta sotto le macerie del dolore...

E solo l'Amore, forse, può ridarle il suo trono...

FORSE...

mercoledì 22 luglio 2009

C. BAUDELAIRE, "Les Fleurs du Mal"

Au lecteur





La sottise, l'erreur, le péché, la lésine,

Occupent nos esprits et travaillent nos corps,

Et nous alimentons nos aimables remords,

Comme les mendiants nourrissent leur vermine.




Nos péchés son têtus, nos repentirs son lâches;

Nous nous faisons payer grassement nos aveux,

Et nous rentrons gaiement dans le chemin bourbeux,

Croyant par de vils pleurs laver toutes nos taches.




Sur l'oreiller du mal c'est Satan Trismégiste

Qui berce longuement notre esprit enchanté,

Et le riche métal de notre volonté

Est tout vaporisé par ce savant chimiste.




C'est le Diable qui tient les fils qui nous remuent!

Aux objets répugnants nous trouvons des appas;

Chaque jour vers l'Enfer nous descendons d'un pas,

Sans horreur, à travers des ténèbres qui puent.




Ainsi qu'un débauché pauvre qui baise et mange

Le sein mertyrisé d'une antique catin,

Nous volons au passage un plaisir clandestin

Que nous pressons bien fort comme une vielle orange.




Serré, fourmilliant, comme un milion d'helminthes,

Dans nos cerveaux ribote un peuple de Démons,

Et, quand nous respirons, la Mort dans nos poumons

Descend, fleuve invisible, avec de sourdes plaintes.




Si le viol, le poison, le poignard, l'incendie,

N'ont pas encor brodé de leurs plaisants dessins

Le canevas banal de nos piteux destins,

C'est que notre âme, hélas! n'est pas assez hardie.




Mais parmi les chacals, les panthères, les lices,

Les singes, les scorpions, les vautours, les serpents,

Les monstres glapissants, hurlants, grognants, rampants,

Dans la ménagerie infâme de nos vices,




Il en est un plus laid, plus méchant, plus immonde!

Quoiqu'il ne pousse ni grands gestes ni grands cris,

Il ferait volontiers de la terre un débris

Et dans un bâillement avalerait le monde;




C'est l'Ennui! - l'œil chargé d'un pleur involontaire,

Il rêve d'échafauds en fumant son houka.

Tu le connais, lecteur, ce monstre délicat,

- Hypocrite lecteur, - mon semblable, - mon frère!




TRADUZIONE SCRITTA DA ME:




Al lettore






La stupidità, l'errore, il peccato, la lesina


Invadono le nostre anime e manipolano i nostri corpi,


E noi alimentiamo i nostri piacevoli rimorsi,


Come i mendicanti si nutrono dei loro stessi pidocchi.



I nostri peccati sono caparbi, i nostri rimpianti sono vili;


Noi ci facciamo pagare profumatamente le nostre confessioni,


E ritorniamo felici sul cammino paludoso,


Credendo attraverso vili pianti di lavare tutte le nostre colpe.





Sul cuscino del male c'é Satana Trimegisto


Che culla a lungo il nostro spirito incantato,


E il metallo prezioso della nostra volontà


E' vaporizzato del tutto da questo sapiente alchimista.





E' il Diavolo che possiede i fili che ci sconvolgono la vita!


Dagli oggetti ripugnanti noi ricaviamo del piacere;


Ogni giorno scendiamo verso l'Inferno di un passo,


Senza orrore, attraverso degli Erebi puzzolenti.





Come un povero sdentato che bacia e mangia


Il seno martoriato di un'anziana prostituta,


Così noi al varco rubiamo un piacere clandestino


Che spremiamo così forte come una vecchia arancia.





Chiuso, formicolante, come un milione di elminti,


Nei nostri cervelli un popolo di Demoni rimbrotta,


E, quando respiriamo, la Morte nei nostri polmoni


Discende, fiume invisibile, con dei sordidi lamenti.





Se la violenza, il veleno, il pugnale, l'incendio,


Non hanno ancora ricamato dei loro piacevoli disegni


Il canovaccio banale dei nostri pietosi destini,


E' solo perché la nostra anima, povero me!, non è abbastanza ardita.





Tuttavia fra gli sciacalli, le pantere, le linci,


Le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti,


I mostri che guaiscono, urlano, ringhiano, si arrampicano,


Nella prigione infame dei nostri vizi,





Ve ne è uno ancora più brutto, più crudele, più immondo!


Sebbene egli non faccia né grandi gesti, né grandi grida,


Egli farebbe volentieri della terra un rottame


E in uno sbadiglio ingoierebbe il mondo;





E' la Noia! - L'occhio intriso di un pianto involontario,


Egli sogna patiboli, fumando la sua pipa.


Tu lo conosci, lettore, questo mostro delicato,


-Lettore ipocrita,- mio simile, -mio fratello!

sabato 18 luglio 2009

At the End... LIFE!


Inferno di sentimenti
gelidi,
Ricordi spezzati
di meravigliosi arcobaleni,
Visioni soffocate
da acidi sguardi
in un Mondo
Corrotto,
che non
è mai
stato
MIO.


Un'illusione
giunge, infine,
alle mie delicate
membra:
angeli candidi
come la neve,
dalle piume nere
come la pece,
volano fieri
sopra di me.

Sorridenti ed inorriditi
dal mio fare...


Ogni attimo sferra
il Suo colpo mortale;
Ogni goccia di pioggia
segna il Suo scorrere lento;
Ogni respiro lento
è l'ultimo che
Io possa sentire,
udire, provare...


L'ora è vicina!
Una signora in nero
s'incammina,
verso di me.
Che sia Lei la mia
ultima Musa?
Che sia lei
l'unica Speranza
per una vita migliore?


Madre- Le parlo
e sento la Paura
svanire...
Figlio è giunto il momento!
Ansia, orrore e noia
spariscono...
Tutto si fa più leggero...
Ora capisco...
Solo la Morte
porta Conforto...

mercoledì 15 luglio 2009

Forse, un giorno

Sordido rumore


di nocche spezzate


nel buio della notte.




Declinio di


un corpo fermo, appestato


da ciclopici vermi.




Un solo lembo


di carne


si frappone


tra noi


corpi sterili...




Un tempo


i tuoi seni rigogli


di amore,


ora solo putrido


conforto per


gli insetti.




Eureka! Mio tesoro!


Anche tu,


nei tuoi meravigliosi giorni,


avevi un corpo adoneo,


piacevolmente


disteso sulle mie


candide membra...


Ora solo ossa e melma.




Seppur in una tomba,


stretta, buia ed umida


le nostre ossute mani


si toccano,


in un infinito abbraccio.




Sì! Il nostro amore


è rimasto


vitale,


anche nella


morte


del nostro futile


corpo...




Dentro quello che un tempo


era il tempio delle nostre anime,


ora non rimane altro


che sudicia melma, nutrimento


di queste schifose larve...




TI fisso in quelli che erano


i tuoi limpidi occhi


color oceano, Amore mio:


così belli e puri,


ora


solo ossute resta,


dimora di assillanti insetti.




Quando strappai


il tuo cuore


dal tuo petto,


sentii tutto il tuo amore


scorre dentro e sopra me...




Ora guardaci!


Qui, in questa umida prigione,


piena di minuscoli


e schifosi aguzzini,


che si prendono


gioco di noi e del nostro corpo,


come Centurioni accaniti.


Lacerano i nostri putridi resti,


nidificano nelle nostre cavità,


ridono di noi...




Ma il nostro Amore


vivrà,


sino alla giorno in cui


rinasceremo


per amarci,


di nuovo.





Forse, un giorno...

mercoledì 8 luglio 2009

Atropo Tempo




Il Tempo scorre lento


nelle fauci ben nutrite


di Madre Morte.





Come un Avvoltoio


affamato


si cala maestoso


sulle sue


inermi prede,


attendendo e fremendo


del loro ultimo


Respiro...





Dell'Agonia Egli


si ciba,


mai sazio


e,


come un'Atropo


animalesca,


spezza il filo tenue


delle Loro Vite...





Consapevole del dolore,


Egli ne gode


di Esso,


succhiandolo dagli


occhi opachi delle


Sue Vittime...





Mette fine al dolce suono


di melodie,


ormai sfocate


e


lontane,


portando allegro con Sé


il Circo


di Madre Morte


e


di Padre Dolore...